I 5 LIVELLI DELLA CONSAPEVOLEZZA
PREMESSA DEL LIBRO
La consapevolezza è la capacità di accorgersi di ciò che accade dentro di noi e intorno a noi, di riconoscere i pensieri che formuliamo, le emozioni che proviamo e le ragioni che orientano le nostre scelte.
Non coincide con il semplice possesso di informazioni.
Si può conoscere molto e, nello stesso tempo, non osservare i propri automatismi; si possono avere convinzioni profonde senza aver mai esaminato da dove provengano; ci si può sentire liberi senza aver riconosciuto quanto incidano sulle proprie decisioni l’abitudine, l’ambiente e il bisogno di appartenenza.
La riflessione su di sé attraversa la storia della filosofia.
Nell’Apologia, Platone attribuisce a Socrate l’invito a esaminare ogni giorno la propria vita e le proprie idee; è in questo contesto che compare la celebre affermazione secondo cui «una vita non esaminata non è degna di essere vissuta».
L’esame di sé non è un esercizio astratto: significa domandarsi quali valori orientino le nostre azioni, quali pensieri ripetiamo senza verificarli e quali scelte sentiamo davvero nostre.
Anche lo psicologo William James si soffermò sulla natura della coscienza, descrivendola come un flusso continuo, simile a un fiume, anziché come una serie di frammenti separati.
Pensieri, ricordi, emozioni e sensazioni si susseguono e si collegano; per comprendere un nostro atteggiamento, quindi, può essere utile osservare non soltanto ciò che pensiamo in un preciso momento, ma anche il contesto in cui quel pensiero è nato e ciò che lo accompagna.
La ricerca contemporanea distingue diverse dimensioni della consapevolezza personale.
Una rassegna di neuroscienze cognitive firmata da Daniel Mograbi, Simon Hall, Beatriz Arantes e Jonathan Huntley considera processi come l’attenzione agli stati corporei, il riconoscimento delle emozioni, la metacognizione — la capacità di osservare e valutare il proprio pensiero — e la memoria autobiografica.
Questa prospettiva aiuta a comprendere quanto sia articolato il rapporto con se stessi: possiamo essere attenti a ciò che proviamo, ma meno consapevoli di come interpretiamo una situazione; possiamo ricordare la nostra storia e, nello stesso tempo, faticare a riconoscere un automatismo presente.
Anche gli studi di psicologia sociale hanno esaminato che cosa avviene quando l’attenzione si rivolge ai propri comportamenti e al confronto con i propri criteri personali. Duval e Wicklund, con la loro teoria della objective self-awareness, hanno studiato il rapporto fra attenzione rivolta a sé e autovalutazione. Il loro lavoro offre un riferimento per comprendere alcuni meccanismi della riflessione personale e del confronto con i propri standard.
I cinque livelli presentati in questa dispensa propongono un percorso di osservazione e crescita.
Il primo riguarda il vivere prevalentemente secondo abitudini e schemi ricevuti; il secondo si apre quando emergono dubbi e incongruenze; il terzo porta a formulare domande e a esaminare le proprie convinzioni; il quarto aiuta a riconoscere le influenze che orientano percezioni e decisioni; il quinto riguarda la conquista di una maggiore autonomia e responsabilità personale.
Ogni livello rappresenta un diverso punto di osservazione, con domande e possibilità di lavoro specifiche.
Il percorso operativo comincia prima della lettura dei capitoli.
La persona interessata utilizzerà il proprio strumento radiestesico per rilevare il livello di consapevolezza sul quale lavorare (vedi grafico).
Una volta effettuato il rilevamento, annoterà il risultato e consulterà il capitolo corrispondente.
L’ordine è dunque preciso: prima il rilevamento con lo strumento, poi la lettura del capitolo relativo.
In questo modo la persona potrà avvicinarsi al testo partendo dal responso ottenuto attraverso il proprio metodo radiestesico e dedicare l’attenzione al livello indicato.
La lettura del capitolo non si limita a confermare un risultato.
È un’occasione per osservare la propria esperienza concreta:
Quali comportamenti riconosco in me?
Quali convinzioni guidano le mie scelte?
Come reagisco quando incontro un’opinione diversa dalla mia?
Quali abitudini seguo senza essermi mai fermato a valutarle?
L’attenzione può essere rivolta sia agli aspetti che trovano riscontro nella vita quotidiana, sia a quelli che richiedono ulteriori osservazioni.
Il capitolo diventa così una traccia per approfondire il lavoro personale e dare un significato più ampio al livello rilevato.
I livelli non vanno intesi come identità immutabili o come titoli da attribuirsi. Una persona può riconoscere in sé caratteristiche appartenenti a livelli differenti, a seconda dell’ambito considerato e del momento che sta vivendo.
Può essere autonoma nelle scelte professionali e lasciarsi guidare dall’appartenenza nelle opinioni sociali; può mettere in discussione una convinzione e conservarne un’altra senza averla ancora esaminata.
Questa varietà non impedisce il lavoro: lo rende più aderente alla complessità dell’esperienza personale.
Per affrontare la lettura con attenzione, è utile distinguere ciò che si osserva da ciò che si interpreta.
Un fatto, una sensazione, un ricordo e una spiegazione sono elementi diversi, anche quando nella vita quotidiana tendono a sovrapporsi.
La consapevolezza cresce quando sappiamo riconoscere ciò che proviamo, domandarci da dove venga una convinzione e considerare come le emozioni possano influenzare il nostro giudizio.
Non occorre diffidare di ogni pensiero: occorre imparare a conoscerlo meglio.
La dispensa invita quindi a compiere un lavoro personale ordinato: rilevare il livello con lo strumento radiestesico, leggere il capitolo corrispondente e confrontarne i contenuti con la propria esperienza.
La domanda centrale non è se siamo migliori o più consapevoli di qualcun altro, ma quali aspetti di noi stiamo imparando a vedere con maggiore chiarezza.
Come suggerisce il richiamo socratico all’esame della vita, interrogarsi sulle proprie scelte può aprire nuove possibilità di comprensione e di cambiamento.
Cav. Luigi Albano