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Energia Rossa - Luigi Albano

LUIGI
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CAPITOLO I
L’energia rossa come voce primordiale dell’incarnazione

L’energia rossa è la prima a manifestarsi quando una coscienza decide di incarnarsi.
Non chiede il permesso alla mente, non attende spiegazioni metafisiche. Arriva come un’urgenza semplice: abitare un corpo. Sentire il peso. Entrare nella gravità. Accettare il limite come condizione della vita.
Questa energia non vive nei concetti, ma nelle sensazioni. Vive nel sangue che scorre, nel calore che si espande, nel respiro che scende verso il basso ventre. Vive nelle gambe che reggono, nei piedi che toccano terra, nel bacino che accoglie e rilascia.
È un’energia discendente, profondamente terrestre. Il suo movimento naturale non è l’ascesa, ma il radicamento.
Quando l’energia rossa è libera, il corpo si sente presente. Non perfetto, non sempre leggero, ma abitato. C’è una sensazione di base, spesso difficile da descrivere a parole, che potremmo chiamare sicurezza incarnata.
Non è ottimismo, non è euforia. È la sensazione di poter stare dentro se stessi senza dover scappare.
Ma quando questa energia viene interrotta — attraverso paura, vergogna, controllo eccessivo, traumi, repressione emotiva o sessuale — il corpo perde progressivamente la fiducia nel proprio essere casa. E allora inizia a irrigidirsi, a chiudersi, a dissociarsi.
Non come errore, ma come strategia di sopravvivenza.
Il corpo non punisce mai. Compensa.
Un bacino rigido non è un segno di colpa, ma di protezione antica. Una difficoltà a sentire il peso nelle gambe non è mancanza di spiritualità, ma spesso eccesso di controllo.
Una costante tensione nel basso ventre non indica “energia negativa”, ma energia vitale che non ha trovato un canale sicuro per defluire.
Qui sta uno degli equivoci più diffusi nei percorsi energetici: credere che l’energia rossa debba salire immediatamente verso l’alto, trasformarsi in luce, diventare “più spirituale”.
Ma nulla può davvero salire se prima non ha imparato a scendere.
Nulla può trasformarsi se prima non è stato accolto così com’è.
Forzare la risalita di un’energia bloccata equivale a chiudere una pentola a pressione senza valvola di sfogo. All’esterno si parla di elevazione; all’interno il sistema nervoso entra in allarme.
Ed è così che nascono nervosismo, iperattività mentale, insonnia, irritabilità, sintomi psicosomatici difficili da decifrare.
Il corpo, invece, chiede poco.
Chiede lentezza.
Chiede respiro che scende, non che sale.
Chiede contatto con la terra.
Chiede di sentire il peso senza interpretarlo come fallimento.
Anche una camminata lenta, fatta senza meta, può diventare una liturgia profonda dell’energia rossa: ogni passo è un dialogo silenzioso con la gravità, ogni appoggio è una conferma dell’esistenza.
L’energia rossa non risponde alla paura. Non risponde agli ordini. Non risponde alle visualizzazioni forzate.
Si muove solo quando il corpo percepisce sicurezza.
E la sicurezza non arriva dall’esterno, ma da un ascolto interno che non giudica.
Quando una persona — e questo vale in modo particolare per chi è stato educato a controllarsi, trattenersi, essere “composto” — riesce anche solo per pochi istanti a sentire il bacino senza vergogna, senza progetto, senza bisogno di correggersi, accade qualcosa di quasi impercettibile ma decisivo: l’energia inizia a scendere.
E quando scende, non fa rumore.
Semplicemente smette di fare male.
L’energia rossa non chiede di essere capita.
Chiede di essere permessa.

INDICE
PREMESSA
Dove la vita inizia prima delle parole.
CAPITOLO I
L’energia rossa come voce primordiale dell’incarnazione.
CAPITOLO II
Il bacino come tempio dimenticato e la memoria silenziosa della vita.
CAPITOLO III
Sessualità consapevole: la liturgia naturale del flusso.
CAPITOLO IV.
La pulizia energetica come atto di rispetto e non come guerra.
RITUALE DI PULIZIA.
Il gesto del lasciare andare e del rientrare nel corpo.
LA FRASE DI PASSAGGIO..
La soglia tra il lasciare andare e l’accogliere.
CAPITOLO V.
Portare luce: il ritorno a casa del corpo.
CONCLUSIONE.
Il corpo ritrovato, la vita che torna a scorrere.
100 DOMANDE E RISPOSTE.
NOTA FINALE.
© Luigi Albano
© Luigi Albano 2017
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