IL CORSO - MODALITÀ

Questo corso nasce per chi sente una chiamata sincera verso il pendolo ma non vuole improvvisare, né giocare con qualcosa che non è un giocattolo. È pensato proprio per chi parte da zero, magari con curiosità, magari con rispetto, magari anche con un po’ di timore sano.
Qui non si salta nessun passaggio: si entra piano, con i piedi per terra e la testa lucida.
La prima cosa che faccio non è insegnare, ma verificare. Il lavoro con il pendolo richiede una base interiore solida, stabile, responsabile. Per questo, prima di qualsiasi incontro, viene rilevata la frequenza della coscienza secondo la Mappa di Hawkins.
Non è un esame, non è un giudizio, non è una selezione elitaria. È una tutela. Serve a capire se in questo momento della vita la persona ha una struttura vibratoria adeguata per lavorare con uno strumento che amplifica ciò che siamo. Il valore minimo richiesto è 600, e il rilevamento avviene semplicemente tramite una foto recente del volto. Nulla di invasivo, nulla di teatrale, solo una lettura sobria e rispettosa.
Se la persona risulta idonea, allora sì, si parte davvero. Si prende un primo appuntamento in video e da lì inizia un percorso che non è mai standardizzato. Non esistono pacchetti, non esistono gruppi, non esistono lezioni registrate da subire. Ogni incontro è individuale, costruito su misura, passo dopo passo. Si lavora insieme, si osserva cosa accade, si correggono gli errori, si chiariscono i dubbi, soprattutto quelli che spesso le persone non osano nemmeno formulare. Io accompagno, non trascino. Se qualcosa non è chiaro, ci si ferma. Se qualcosa è prematuro, si aspetta. Il pendolo non ama la fretta, e nemmeno io.
Ogni incontro dura un’ora e si svolge nella fascia mattutina, tra le otto e l’una, orario italiano. La frequenza degli incontri non la decide l’allievo per ansia di “finire”, né io per rigidità: la stabilisco io osservando la persona, il suo ritmo, la sua sensibilità, la sua capacità di integrare ciò che sta facendo.
Qui non si forza nulla. Si accompagna, si ascolta, si lascia sedimentare. Il corso non ha una durata prefissata perché l’obiettivo non è completare un programma, ma arrivare a un punto preciso: quando la persona è davvero in grado di camminare da sola, usare il pendolo con autonomia, lucidità e senso di responsabilità. Quando questo accade, il corso finisce da sé.
Anche sul costo voglio essere molto chiaro, perché qui spesso la mente fa strani giri. Non esiste un prezzo fisso. Non perché il lavoro non abbia valore, ma esattamente per il motivo opposto. Per scelta personale accetto solo donazioni, a partire da 100 euro, come gesto di gratitudine. Non come pagamento, non come scambio commerciale.
Le donazioni vengono effettuate esclusivamente tramite PayPal e sono destinate alla mia missione familiare nelle Filippine.(email per PayPal: donaluce@proton.me).
Per me donare e ricevere non sono due cose diverse: sono lo stesso movimento visto da due angolazioni. Quando offro una consulenza non lo faccio per accumulare, ma per restituire. È per questo che una parte importante di ciò che arriva viene reinvestita in “Light of Hope – Luce di Speranza”, una missione concreta, fatta di persone vere, bisogni reali, aiuti tangibili.
Così il lavoro sul pendolo non resta chiuso in una stanza, non diventa un esercizio narcisistico o autoreferenziale, ma genera un’onda che va oltre la persona che lo sta imparando.
Cav. Luigi Albano