Antipasti del 1800 - Luigi Albano

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Antipasti del 1800

Il 1800 è il secolo della nascita della cosiddetta “nuova borghesia” composta da, politici, diplomatici, avvocati ecc. Le piccole corti non disponevano di denaro in abbondanza, solo 1/3 della popolazione si nutriva tutti i giorni in modo decente, gli altri si arrangiavano con tanta polenta, iniziò a diffondersi la cultura del risparmio facendo scomparire lo sperpero e la boria anche dalle tavole, di conseguenza iniziò lo sviluppo della cucina regionale e locale.
Per comprendere l'alimentazione dell'epoca occorre dimenticare la cucina contemporanea e le nostre attuali abitudini, per esempio il "pane" che oggi è normalmente presente sulle nostre tavole in quel tempo era considerato una leccornia ad appannaggio esclusivamente delle classi agiate.
La pasta era scarsamente utilizzata, si preferiva il riso in brodo o asciutto e non mancava la polenta, abbondante era la presenza del pesce di lago o fiume mentre assente quello di mare, nessuna variazione rispetto a oggi per la carne (di tutti i tipi) e i formaggi.
Il 1800 ha visto nascere la moda della diffusione a tavola della frutta e del dolce, quest’ultimo grazie anche alla nascita delle prime raffinerie di zucchero in Lombardia. Iniziò il grande consumo degli agrumi che arrivavano sia dalla Sicilia che dai paesi limitrofi al lago di Garda.
Si rivoluziona anche il galateo, almeno per i ceti benestanti, con l’affermarsi definitivo dell’utilizzo della forchetta, del piatto piano (invece della fetta di pane o del tagliere di legno) delle altre posate, dei bicchieri individuali e si vietò, con enormi vantaggi igienici, l’uso di mettere le dita nei piatti.
La scienza insegna che il cibo preparato in modo semplice e accurato è appunto il più sano, nel desiderio dunque di giovare non solo ai cuochi di professione ma a chiunque si diletti nell’arte culinaria vi invito a leggere questa raccolta di 100 ricette di antipasti (in ortografia originale dell’epoca), ricercate su vari testi del 1800
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