I Giganti - Luigi Albano - edizioni digitali opere di pubblico dominio che corrono il rischio di essere dimenticate.

Luigi Albano
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I Giganti!... né oggi, né mai, ci avrebbero creduto i popoli, se meglio si fossero meditati i testi biblici che ne parlano.
Salvo alcune rare eccezioni, si può dire che giganti non esistettero.
I testi biblici menzionano i Nefilim, gli Emim, i Zanzumim, i Zuzim e gli Anakim, tutti calcolati Refaim. Nessuna di queste denominazioni ebraiche, presenta il significato giganti.
Refaim, erano chiamati in generale i primi abitanti della terra di Canaan e dei paesi limitrofi. Refaim da rafa debole, significa per antifrasi forte, potente. Sappiamo che abusarono della loro forza, della loro potenza, dai nomi di Nefilim, Emim, Zanzumim e Zuzim, o, di uomini decaduti dalla grazia di Dio, perversi, terribili, scellerati: co’ quali erano conosciuti ai loro tempi; ma nulla, ci prova che fossero dei mostri, dei giganti.
Il "Monstra de genero giganteo" della Volgata, che dovrebbe darci un idea degl’Anakim, i quali, sta scritto nel Deuteronomio n, 20, 21, erano simili ai Befaim, serve invece a indurci maggiormente in errore. Gli Anakim erano, se non Refaim, come essi, almeno, degli uomini forti e potenti, divenuti terribili per l’abuso che fecero della loro forza e della loro potenza, come già dissi; erano una popolazione di cavalieri in gran parte nomadi: i beduini delle prime età; traevano l’origine dagli Avvim, "abitanti delle rovine o dei luoghi desolati e deserti;" e discendevano da Anak, divisi in tre famiglie o tribù, dai suoi tre figli, Akiman, Sesai e Talmai.
Al pari di tutti i Refaim, furono denominati Nefilim; leggendosi nel libro dei Numeri XIII: 34: Anefilim bene Anak men Anefìlim, e i Nefilim figli di Anak, dei Nefilim.
Giganti, non avrebbero lasciato conquistare il loro territorio dagl’Israeliti, con uguale vergognosa facilità che, i loro fratelli Refaim dei paesi situati all’Oriente del Giordano, si fecero vincere da Kedorlahomer e dai suoi alleati.
I Beni-Ansi: discendendo dagl’Avvim, è facile di provare che questi ultimi furono i primi e veri Refaim.
Ci viene ciò dimostrato dalla radicale dei loro nomi ava, e dai suoi derivati aval, evel, avil, ove si ritrova il significato di forza e perversità; e ci presentano le medesime idee che n’ebbero gl’Israeliti, gli Ammoniti e i Moabiti, per chiamarli Refaim, Nefilim e, con tutte quelle denominazioni che si attirarono di uomini forti, terribili e perversi.
La pianura dei Refaim o degl’Avvim, è situata presso i limiti settentrionali dei territori dell’antica tribù di Beniamino. Gli Avvim, da non confondersi con i Hivvim, dovettero stabilirvisi dopo di avere abbandonata la città di Avila, Ivva o Avva, nell’Assiria, e vi edificarono la città di Anevim; e poi si sparsero, moltiplicandosi dai monti di Galaad al torrente di Egitto.
Sedentari nella terra di Canaan e dove, in seguito, si propagarono i figli di Moab e di Ammon; gli Avvim, erano nomadi nelle vicinanze di Gaza, ove, esiste ancora, la razza dei cavalli che servivano alle loro rapide scorrerie, le quali, come quelle dei beduini dei nostri giorni, portando la desolazione ovunque passavano, gli rendevano cotanto formidabili.
Le vicinanze di Gaza e lei-parti meridionali della Giudea, erano più specialmente abitate dalla famiglia o tribù Avvimita degl’Anakim; dei figli di quell’Anak chiamato Manak dal testo Caldeo; donde, la razza di cavalli che ancora vi esiste derivò il suo nome di Manaki.
Agl’Analcim, doveva appartenere ancora la pianura detta dei Befaim, giacché, ivi, furono disfatti da Giosuè.
Non fu certamente collo scopo di definire la questione sull’esistenza o la non esistenza dei giganti nei primi secoli della creazione, né, per la più o meno esatta interpretazione dei testi, che fecero nascere tanti errori, tante assurdità, che venni ad una dissertazione, la quale, non avrebbe dovuto far parte di quest’opera.
Vi fui tentato dal desiderio di risalire, per rendermene giusta ragione, alla prima causa del loro essere; giacché, parevami strano che gli uomini, discendenti da un ceppo comune, si fossero divisi in due razze talmente distinte che si dovettero credere di origine differente.
Le leggi della natura essendo le medesime per tutti gli animali, dovevo rinvenire inoltre, in quella causa primiera, le scieglimento d’una questione ippologica della massima importanza; di provare cioè, stabilito un paralello fra il genere umano e la specie equina, che la cagione, che tanto’ fu di vantaggio al primo, doveva parimente riuscire vantaggiosa alla seconda; o, infine, che la legge naturale creatrice di quegl’uomini forti, i Befaim degli antichi, creò e creerà sempre dei cavalli forti, i Koeilau della specie.
Quale fu adunque la vera origine di quegl’uomini forti; di, quei potenti uomini che in ogni tempo furono gente di fama?... Dobbiamo noi seguire nel labirinto delle favole Talmudiche, le opinioni straordinarie dei rabbini, cercare di estrarne una conseguenza qualunque, d’indovinarne il vero senso nascosto; o, rifiutandoci d’intraprendere un compito
così difficile, ne domanderemo come sempre, la spiegazione ai testi sacri? La scelta non è dubbia!
Cosa c’insegnerebbe il Talmud?
Si legge nel Parascia Scialah: "I giganti caddero dal cielo all’epoca dei sei giorni della creazione, e perciò furono chiamati Nefilim. La parola nafal, significando cadere. Elieser, pretende che nacquero dal commercio ch’ebbero gl’angeli colle figlie di Caino. Adottano il suo sistema il rabbino Giosè ben-Giohar, e Sadok.
Le figlie di Caino sarebbero state ingravidate da Asa e Asasel, angeli ribelli al Signore.
Sorprende di vedere Giuseppe Flavio, altrettanto credulo, o timido in modo da non aver avuto il coraggio di smentire favole cotanto grossolane.
Distrutti dal diluvio universale, i giganti, si ritrovano ben presto sulla terra; è ancora un angelo che dicesi esserne il padre: l’angelo Scemchiel ingravida due volte la moglie di Sem: Og, re di Basan, l’eroe delle novelle della plebe Israelita, è il primo frutto dell’adulterio; nasce prima del diluvio e si salva sull’arca.
Il secondo frutto è Sihon, il tanto celebre re di Hesbon. Sihon nasce nell’arca mentre le acque ricoprivano il globo. I due fratelli propagarono nuovamente la razza maledetta.
La Sacra Scrittura si rifiuta a simili mostruose interpretazioni. Dice semplicemente: il Erano i Nefilim, i figli, che, delle figlie degl’uomini, ebbero i figliuoli di Dio. " I figliuoli di Dio, erano i discendenti di Set; le figlie degli uomini, che si scelsero, discendevano da Caino o dai suoi altri fratelli.
Gli uomini forti furono il prodotto dell’ incrociamento delle razze, o, per meglio dire, delle differenti schiatte. Questa spiegazione era troppo semplice, troppo facile a crederla vera; si ebbe, allora, ricorso agl’angeli e ai diavoli, onde interpretarla in maniera assai più ardita e meravigliosa della realtà.
Con questo sistema non si rispetta più nulla, e, poco importa.
Non leggiamo nelle Ialkut-Kadosce: "Eva fecondata da Sammael, ch’è il diavolo, mise al mondo Caino." Qual onore alla nostra prima madre!.....
Nella specie equina, la grassezza o pinguedine eccessiva, l’impotenza, la sterilità, si rimarcano sempre nei prodotti d’unioni consanguine, maggiormente se incestuose.
Evitando queste unioni, si rialzano prontamente le razze e famiglie che avevano fatto deperire, degenerare; quelle, che mai furono in tal guisa incrociate, si mantengono invece, nella perfezione del loro tipo e delle loro qualità.
Ciononostante l’unione d’individui d’una medesima razza non riescirà nociva, né ai primi prodotti, né, a quelli da questi procreati, se non vi fu consanguinità immediata nelle unioni dei loro ascendenti, nel corso di alcune delle precedenti, più recenti, generazioni.
Mi valgo del termine, consanguinità immediata, per stabilire una distinzione fra il sangue propriamente detto di famiglia, e quello della razza. La consanguinità immediata esiste soltanto per alcune generazioni nei discendenti da un ceppo comune, e, fra questi, bisogna evitare le unioni: ché, sarebbero uniti, per consanguinità di famiglia.
In quanto alla consanguinità di razza, ossia, all’unione di individui d’una medesima razza, non appartenenti a una medesima famiglia, nel senso il più ristretto del suo significato, è un incrociamento.
Dico incrociamento, malgrado che questo termine indica l’unione d’individui di razza differente, stante, che fa ottenere i medesimi resultati, e, bisogna conseguentemente distinguerla dall’unione o alleanza di famiglia, causa sempre di degenerazione.
Ho parlato della grassezza eccessiva: é un difetto; giacché il grasso, mettendo impedimento al libero esercizio dei muscoli, indebolisce l’animale.
Di due razze, abbandonate a loro stesse, la più antica degenererà e diverrà più grassa la prima.
In Oriente, la donna, più è pingue e più è stimata.
Una donna ben grassa è l’ideale della beltà. Così, dovevano essere belle le figlie degl’uomini seduttrici dei figliuoli di Dio!
(Interamente tratto dal libro El Kamsa, studio di venti anni in Siria, Palestina Egitto nei deserti dell'Arabia e del Neged di Carlo Guarmani a  cura di Carlo Guarmani).

Il Commendatore Carlo Guarmani (Livorno, 1828 Genova, 1884) era Laureato della società di geografia di Tarici, membro delle società di geografia di Vienna, di Madrid e di Berlino; delle società di storia naturale di Augusta, di botanica e zoologia di Vienna, di scienze mediche e naturali di Glessen, di agricoltura e acclimatazione di Palermo, dei naturalisti di Mosca; delle reali accademie di storia e di archeologia di madrid e del museo cittadino di Roveredo.
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