Vademecum usi e costumi degli antichi Romani - Introduzione - Luigi Albano

Luigi Albano
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Vademecum usi e costumi degli antichi Romani - Introduzione

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introduzione

Enea dopo l'eccidio di Troja seguito l'anno del mondo 2800, e circa I084 avanti l'era cristiana, costretto a cercarsi altrove un asilo, approdò alle spiagge del Lazio, e dopo varie vicende fondò una città nel paese di Laurento denominata Lavinio dal nome di Lavinia figlia del Re Latino, divenuta sua sposa (1).

Ascanio figlio di Enea dopo la morte del padre edificò una nuova città lungo il lago Albano alle radici del monte dello stesso nome, la quale perciò fu appellata Alba Lunga (2).

In questa regnarono per lo spazio di 400 anni in circa 14 Re, l'ultimo dei qui fu Numitore avo materno di Romolo (3) fondatore di Roma così detta dal di lui nome (4).

La dignità reale durò in Roma incirca 243 anni nella persona di Romolo, Numa Pompilio, Tullo Ostilio, Anco Marzio, Tarquinio Prisco, Servio Tullo e Tarquinio Superbo.

Il suo governo in questo tratto di tempo, secondo l'istituzione di Romolo, fu Monarchico-Aristo-Democratico, essendo diviso fra il Re , il Senato ed il popolo.

Cacciato da Roma Tarquinio Superbo nel suddetto anno dopo la fondazione di essa, restò affatto abolito il titolo e l'autorità reale, a cui fu sostituita la consolare divisa ugualmente fra due Soggetti, che come Capi della Repubblica dovessero di concerto col Senato e col popolo vegliare alla comune tranquillità e sicurezza.

Divenne con ciò il governo di Roma Aristo-Democratico.

Nell'anno 302 fu creato un Magistrato fornito di suprema potestà e composto di 10 soggetti chiamati perciò Decenviri, a'quali fu dato incarico di raccogliere e pubblicare un nuovo corpo di leggi, che furono in seguito denominate le leggi delle 12 tavole dal numero di 12 lastre di metallo, sulle quali vennero incise.

Questo Magistrato non durò che 2 anni.

L'anno di Roma 472 il popolo Romano entrò per la prima volta in guerra con una Potenza straniera, vale a dire con Pirro Re dell'Epiro passato in Italia in soccorso de'Tarentini.

Una tal guerra finì nel 478 colla sconfitta di Pirro, e nel 481 Taranto venne in potere de' Romani.

Sono memorabili nella Romana storia le tre Puniche, nelle quali cominciò quel popolo bellicoso a portare le armi fuori d'Italia, ed accrebbe non poco il suo dominio.

La prima, di tali guerre cominciò nell'anno di Roma 489, e non ebbe fine che dopo 24 anni, cioè nell'anno 513.

Comprese la seconda lo spazio di anni 17 dall'anno di Roma 536 sino al 553.

La terza non durò più di 4 anni dall'anno 605 all'anno 609.

Quinto Lutazio Catulo pose termine alla prima; P. Scipione Affricano il maggiore alla seconda; P. Scipione Affricano il minore alla terza.

Nell'anno di Roma 709 la Romana libertà cedè al potere di Giulio Cesare.

La morte di lui avvenuta nell'anno appresso per mano de'congiurati riaccese la guerra nella quale Ottavio, ovvero Ottaviano detto poi Augusto, superati finalmente tutti i suoi competitori, divenne Signore assoluto dell'Imperio, e stabilì in Roma il governo Monarchico.

Dopo la morte di Costantino il grande, cioè verso l'anno di Cristo 339, o piuttosto dappoichè Valentiniano si aggiunse per collega dell'imperiale dignità suo fratello Valente l'anno di Cristo 364 la Monarchia Romana fu divisa in due parti, distinte d'allora in poi col nome d'Imperio d'Oriente e d'Occidente.

Il primo restò a Valentiniano, ed il secondo passò in potere di Valente.

Gl'Imperatori d'Oriente stabilirono la loro ordinaria residenza in Costantinopoli, e quei d'Occidente in Roma o altra città d'Italia.

L'Imperio d'Oriente terminò nella persona di Costantino Paleologo ultimo Imperatore de' Greci l'anno di Cristo 1453 in cui fu occupato da Maometto II, lmperatore de’Turchi.

L'Imperio d'Occidente durò sino ad Augusto Romolo soprannominato Augustolo, che lo perdè l'anno di Cristo 476, dopo qual tempo fu trasferito successivamente ai Re degli Eruli, de Goti, e d'altri popoli barbari che lo tennero più di tre secoli.

Nell'anno 800 l'Impero istesso fu ristabilito da Carlo Magno, che ne prese solennemente la corona in Roma col titolo d'Imperatore de Romani, e si mantenne per successione nella famiglia di lui fino all'anno 911.

Sotto Ottone III passò ai Principi d'Alemagna, e verso l'anno 996 divenne propriamente elettivo.

(trascrizione in digitale tratta da un antico testo del 1816 di cui si sconosce sia il titolo che l'autore)

  1. V. T. Liv. sul principio del lib. I..
  2. Credesi che le fosse attribuito il nome di Alba dal calore della troja, che vide Enea presso le sponde del Tevere, mentre si disponeva a combattere contro di Turno, la qual troja fu un presagio della città che per opera di lui era per edificarsi nel Lazio, e del regno che dovea stabilirvisi. Cosi Liv. nel cit. luogo: intorno a che può vedersi Virg. AEneid. L. 3 e 8.
  3. I nomi di questi rapportati vengono da Livio coll'ordine seguente: Ascanio, Silvio, Enea Silvio, Latino Silvio, Alba, Ati, Capi, Capeto, Tiberino, Agrippa, Romolo Silvio, Proca, Amulio, Numitore.  Il nuovo sistema cronologico del Sig. Isacco Newton riduce a tempo assai più ristretto l'estensione del regno dei Re di Alba e di Roma, per modo che la venuta di Enea in Italia può agevolmente conciliarsi colla fabbrica di Cartagine eseguita da Didone secondo la supposizione di Virgilio.
  4. Fu Roma fondata giusta il computo del Petavio l'an. del M. 3031, dopo la rovina di Troja 431 nell'an. 3 della sesta Olimpiade, l'an. 775 prima dell'era cristiana.
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