Curiosità - Luigi Albano

Luigi Albano
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Il Libro di Enoch

Luigi Albano
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"Vai da Noè e nel mio nome digli ‘nasconditi!’, dopo di che rivelagli che la fine è prossima: tutta la terra sarà devastata, il diluvio sta per arrivare e spazzerà via tutto ciò che si trova sulla terra. E poi spiegagli che lui però può salvarsi, che la sua stirpe sarà preservata per tutte le generazioni del mondo”.

Sembrerebbe un passo della Genesi ma in verità si tratta del paragrafo X del Primo libro di Enoch, un manoscritto di origine giudaica, redatto quasi sicuramente intorno al I secolo a.C.

Il Libro di Enoch viene attribuito al patriarca antidiluviano Enoch che, come possiamo leggere nella Genesi, era il bisnonno di Noè.

Il manoscritto è giunto fino a noi in forma integrale nella sua versione in lingua ge’ez, un’antica lingua delle regioni etiopi, tanto che il testo è conosciuto anche con il nome di “Enoch Etiope”.

Da un punto di vista puramente religioso il Libro di Enoch, vista la sua attribuzione ad un uomo vissuto prima del Diluvio Universale, sarebbe il testo più antico mai scritto da un essere umano.

Proprio per questo motivo si tratta di un testo che ha avuto un’enorme importanza nella storia del pensiero religioso di matrice giudaico cristiana, ma anche nella storia dei culti pagani, delle religioni e delle filosofie esoteriche e delle sette sataniche propriamente dette.

È importante fare subito chiarezza: quando si parla del “Libro di Enoch” ci si riferisce a tre testi diversi, tutti e tre comunque considerati apocrifi sia per la religione ebraica che per quella quella cristiana e precisamente

il Libro di Enoch venne definito aprocrifo: dagli ebrei durante il concilio di Jamnia cioè intorno alla fine del I secolo d.C., all’inizio del IV secolo d.C. dal canone cristiano mentre (Il primo Libro di Enoch ) è invece considerato un testo canonico dai fedeli della Chiesa Copta.
Bibliografia: Vangeli Apocrifi di Esther Neumann.



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© Luigi Albano 2017
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