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LA RELIQUIA DEL BEATO FEDERICO IMPERATORE BARBAROSSA.

Nella chiesa di Brienno (sul Lago) si conservano tuttora in una custodia di vetro due involti, sui quali è scritto in caratteri gotici: Reliq. Federici Imperatoris Barbarossae.

Ecco quello che scrisse in proposito l'Ordine, giornale clericale della diocesi di Como:

«Io penso che in quei tempi remotissimi, in cui i popoli di proprio arbitrio, senza dipendere da autorità alcuna, innalzavano dopo morte all'onore degli altari coloro che in vita o colle loro virtù eminenti avevano destata l'ammirazione dei contemporanei, o in qualsiasi modo avevano beneficata l'umanità oppressa, i Comaschi abbiano fatto altrettanto con questo imperatore alemanno, flagello certamente d'Italia, ma in Como Benedetto quale liberatore dall'odioso giogo dei Milanesi, poiché, oltre l'aver riedificata la citta, ci colmò di grandi benefizi e privilegi ».

Il culto del Barbarossa era sparso in tutto il territorio comasco, e parecchie chiese se ne disputano, o meglio se ne disputarono la sepoltura.

Alcune altre città dovettero professare molta venerazione al Barbarossa, perchè anche i Lodigiani ne hanno collocata la statua sulla facciata della cattedrale.

Il parroco di Brienno mi ha mostrato, nella sagrestia della chiesa parrocchiale, in una custodia di ottone esagonale e a vetri (un bel lavoro del cinquecento, benché un po' guasto dall'uso), più di una ventina di piccoli involti contenenti reliquie di Santi.

Fra gli altri ve n'erano due che portavano le scritte seguenti, che io ho copiato letteralmente.

Sopra uno era scritto: st. Federici Imperator, e conteneva un dente incisivo, sull'altro: R.fci. Barbarossa, e conteneva un pezzetto di legno.

Ho domandato al parroco se non vi erano tradizioni in proposito e mi ha assicurato che nell'archivio della chiesa esisteva un elenco, nel quale quelle reliquie erano enumerate, e, quel ch'è più, un documento che parlava di dette reliquie.

Però in quel momento, per quanto cercasse nelle vecchie carte, non potè rinvenire il prezioso documento, e ho dovuto partire con la promessa che più tardi me ne avrebbe mandato una copia.

A Como poi ho trovato un altro sacerdote, il quale mi ha assicurato che quei documenti esistono veramente, e ch'egli li ha veduti coi propri occhi.

L'importanza storica di questa legenda non sfuggirà a nessuno dei nostri lettori.

È noto che in Germania Federico Barbarossa è ancora venerato, nella leggenda popolare come un eroe meraviglioso.

Doveva essere naturale che questa leggenda tedesca si estendesse pure a quei popoli lombardi che lo avevano parteggiato maggiormente per i Tedeschi contro i Milanesi.

Como ed il Comasco sostenevano le ragioni del Barbarossa: ed ecco il diavolo dei Milanesi diventare un Santo per i Comaschi.

Nella storia delle credenze popolari non è un caso nuovo; anzi può dirsi frequente; ma la insistenza della tradizione prova la tenacità di certi sentimenti nella vita comunale italiana.

1893, A. Pozzi (ortografia originale)


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