Mamma san pietro - Luigi Albano - Sito Ufficiale - edizioni digitali opere di pubblico dominio che corrono il rischio di essere dimenticate.

Luigi Albano
Luigi Albano
Vai ai contenuti

Menu principale:

contenuti > Miscellanea > Modi di dire
MAMMA DI S. PIETRO

Chiamasi così colei, che non solo è attaccata all’interesse e avara, ma anche dura inverso i poveri.

E ora io racconterò a quel modo che mi fu raccontata, la tradizione da cui questa denominazione, un po’strana, trae l’origine.

Dicesi dunque che la mamma di S. Pietro apostolo fu in vita sua tanto e poi tanto avara, che qualunque povero le si accostasse per l’elemosina, ella con male parole lo cacciava via come un can frustato.

E questo mal animo ella lo mostrava anche più specialmente dando ai cani e ai gatti, piuttosto che ai poveri affamati gli avanzi de pesci mangiati in famiglia e che il suo marito e il suo figliolo avevan pescati.

Più volte i suoi di casa e gli altri parenti e i vicini l’avevan ripresa di questa durezza, e l'avevan consigliata a essere più umana; ma ella non abbadava alle parole di loro, e dentro di sé parea rispondesse: crò cro tu dirai e io farò.

E cosi ella visse sino all’ ultima vecchiezza senza cambiar costumi né modi, forse buona massaia in casa ma cattiva e disumana inverso i fratelli.

E venuta al punto del morire, fece partenza di questo mondo, e per quel suo peccato andò dannata.

Gia da molti anni la poveretta scontava il malfatto, quando le sue raccomandazioni (non so ben come) giunsero all’orecchio del suo figliolo, che era già in paradiso.

Il quale, commosso da quei preghi e dal tanto patire intercesse per lei presso il Signore e ottenne in grazia di poterla cavar di laggiù, se fosse trovato che in tutta la sua vita terrena ella avesse avuto da un povero un Diel Meriti.

E infatti si rinvenne che una volta ella aveva dato per carità una fronda di cipolla a un povero, che disse « Diel meriti » però fu
mandato tosto un angiolo con questa fronda tutta splendente, perchè la cavasse fuori del luogo di dannazione.

Ed ella appena quella fronda ebbe veduta e riconosciuta, vi s’attaccò con tutte e due le mani e l’Angelo intanto veniva tirandola su.

Allora le altre anime che le eran compagne e vicine, vedendo questo, quale le si attaccava da un lato quale da un altro, pregando d’andar su con lei.

Ma ella provò in quel punto un risentimento tanto forte, che si dibatteva e si scoteva tutta per cacciar via quelle meschinelle e per quel commovimento diepettoso e disumano avvenne che la fronda si strappasse e ella ricadde dov’era mentre l’Angiolo rivolò in Paradiso.

1869, T. Gradi (ortografia originale)


© 2017 Luigi Albano - All rights reserved
Torna ai contenuti | Torna al menu